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CALCIO - ORLANDINA
Nell'Orlandina fino a ieri sera c’erano addirittura tre possibili allenatori, il palermitano Giovanni Oddo se l'affare del secolo andava in porto, Francesco Emanuele e Antonio Cannistraci in caso di fumata nerissima, almeno due date dell'avvio del ritiro, lunedi 28 luglio o lunedi 4 agosto, un paio di sedi dello stesso, ovvero Castell'Umberto o il Merendino di Capo d'Orlando, ed altrettanti presidenti, cioè Gianfranco Timpanaro o Pippo Galati. Di sicuro non ci si annoia da queste parti ed ogni estate il calcio riesce a far parlare di sè. Diciamo che i nodi sono pronti ad essere definitivamente sciolti con reciproca soddisfazione che metterà fine all'interminabile telenovela dell'estate orlandina. “Mancano solo i dettagli”, annunciavano venerdi scorso le parti e, quindi, non c'era da preoccuparsi sull'esito della lunga trattativa che dava inizio ad una nuova era, magari altrettanto positiva come quella precedente anche se gli auspici erano migliori. “Non se ne fa niente proprio per un dettaglio fondamentale”, ha annunciato il tam tam delle ore e dei giorni successivi, un rompicapo che pretende una soluzione. Nel frattempo Timpanaro, di concerto con il suo tecnico designato e con gli imprenditori che compongono la cordata pronta a rilevare il testimone dalla famiglia Galati, si era mosso sul fronte giocatori alla ricerca degli elementi necessari per dare l'assalto alla serie D. Bloccato già da un paio di mesi l'attaccante Filippo Pirrotta, ex Pro Casteldaccia, giocatore in grado di occupare tutti i ruoli davanti, per l'ormai ex Raimondi Gangi, Salvatore Marandano, c'è da superare la spietata concorrenza del Milazzo e del presidente madonita, già artefice del mancato passaggio a Capo d'Orlando nello scorso novembre.
AUTORE: CLAUDIO ARGIRI |